Dal Matese al Fortore

GUIDA TURISTICA TERMOLI

di Publisystem Editor Promotouring

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DAL MATESE AL FORTORE

 

Itinerario

Boiano-Campitello Matese-Guardiaregia-Altilia-Riccia-Gambatesa

 

Bojano sorge ai piedi dei Monti del Matese, in prossimità delle sorgenti del Fiume Biferno. Fu centro di importanza fondamentale in quanto capitale dei Sanniti Pentri con il nome di Bovianum. Alle spalle della cittadina, verso monte, si erge il vecchio borgo denominato Civita di Bojano, dove sono visibili i tratti delle fortificazioni di epoca altomedievale e i ruderi del castello normanno, con una bellissima vista sulla piana.

Effettuando una deviazione dalla S.S. 87 Sannitica, imboccando la S.P. 106, si raggiunge Campitello Matese, noto centro di sport invernali, molto apprezzato anche nel periodo estivo per via dei numerosi sentieri da percorrere a piedi oppure in bicicletta. A pochi chilometri da Campitello Matese, presso l'abitato di Guardiaregia, è possibile seguire un sentiero-natura che conduce all'Oasi WWF, all'interno della quale vi sono le gole del Quirino e l'area del Monte Mutria con la spettacolare Cascata di San Nicola.

Scendendo da Guardiaregia lungo la S.P. 164 e seguendo, poi, la strada per Benevento, si giunge al suggestivo parco archeologico di Altilia, l'antica Saepinum romana edificata intorno al I sec. a.C., protetta da alte mura con quattro porte monumentali poste all'estremità del cardo e del decumano. Lungo il decumano si allineano i resti di importanti edifici: le Terme, il Foro con la Basilica Augustea, il Macellum e il Teatro.

Dallo scalo di Sepino si imbocca la S.P. 70 in direzione Cercemaggiore. Da qui si può ammirare un ampio panorama sulla valle del Fiume Tammaro, sui Monti del Matese e sui lontani Monti della Maiella. Non lontano dall'abitato si trova il santuario quattrocentesco di S. Maria della Libera, che conserva una statua lignea della Madonna risalente al XIII secolo.

Dal convento dei Frati Minori di S. Maria delle Grazie, risalente al XIV secolo, si scorge l'abitato di Jelsi, posto su uno sperone dominante la valle del Torrente Carapello. Nella parte più antica del paese si trovano il palazzo ducale dei Carafa, eretto sulle rovine di un castello medioevale, e la Cappella della SS. Annunziata, la cui volta presenta pregevoli affreschi medievali. Continuando prima sulla S.P. 162 e poi sulla S.S. 212 della Valle del Fortore si raggiunge Riccia, centro ricco di storia, che conserva importanti monumenti: l'imponente torre cilindrica, testimonianza superstite del castello medievale, la chiesa rinascimentale di Santa Maria delle Grazie, che custodisce le tombe della famiglia De Capoa, il Magazeno, che ospita un ricco Museo delle arti e delle tradizioni popolari. Appena fuori dal centro abitato sorge il santuario del Carmine, che conserva due splendidi altari di stile rinascimentale.

A pochi chilometri da Riccia, sui fianchi di una collina arenacea ammantata di olivi, si trova Gambatesa, il cui centro storico conserva quasi intatta la struttura medievale con vicoli e ripide scalinate che portano al castello. Trasformato nel XV secolo in residenza signorile, l'edificio conserva all'interno uno splendido ciclo di affreschi di notevole livello artistico, eseguiti nel cinquecento dal pittore Donato da Copertino.

Ultima tappa dell'itinerario è Tufara, piccolo centro di origine longobarda, dominato dall'imponente castello edificato su una dorsale arenacea (la roccia viene chiamata localmente tufo), dalla caratteristica forma a fagiolo .