Natura Alto Molise

GUIDA TURISTICA TERMOLI

di Publisystem Editor Promotouring

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NATURA ALTO MOLISE

 

 

La Riserva Naturale di Montedimezzo, il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, le Abetine di Pescopennataro, il Bosco di Monte Capraro, il Bosco di S. Martino e Cantalupo, la Foresta Pennataro.

 

 

La Riserva Naturale di Montedimezzo fa parte delle riserve della biosfera istituite dall'Unesco nell'ambito del programma MAB (acronimo di Man And Biosphere). Il complesso, che comprende anche le Foreste di Feudozzo e Pennataro, geograficamente ed amministrativamente distinte, è oggi pertinenza dell'Azienda speciale del Demanio Forestale di Stato che lo gestisce ad eccezione della Foresta di Pennataro, pertinenza della Regione Molise. La riserva si estende per 291 ettari e ospita numerose specie arboree, in prevalenza cerri e faggi; una ricca fauna, con splendidi esemplari di gatto selvatico, tasso, volpe; magnifici rapaci notturni e diurni; tortore, ghiandaie, colombacci. Il bosco, che è luogo ideale per salutari e ritempranti passeggiate, offre ai visitatori aree attrezzate per piacevoli soste, sentieri facilmente percorribili e la possibilità di visitare il Centro visita - Museo, situato nello storico Casino demaniale, che raccoglie legni pregiati, anche antichi, sezioni di alberi, esemplari di uccelli e animali selvatici di piccola taglia, mappe e pannelli esplicativi, attrezzi legati al mondo contadino e pastorale, interessanti reperti floro - faunistici.

 

Il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, gestito in consorzio dal comune altomolisano e dall'Università degli Studi del Molise, si estende alle pendici del Monte Campo, a circa 1500 metri di altitudine, su una superficie di circa 10 ettari. L'area offre la possibilità di osservare, in un luogo facilmente accessibile, un quadro dell'ambiente tipico, della vegetazione e della flora dell'Appennino centro-meridionale. Nel Giardino ogni pianta è indicata con un cartello su cui, oltre al nome della Famiglia, sono riportati il genere, la specie e la sottospecie. La vegetazione arborea spontanea è rappresentata da esemplari di Fagus sylvatica, Acer pseusoplatanus, Sorbus aucuparia, Agrifoglio (Ilex aquifolium) e Tasso (Taxus baccata) che, molto frequente sul Monte Campo, è stato reintrodotto nel Giardino. Nel sottobosco della faggeta sono presenti molte specie a fioritura precoce: Anemone appenninica, Corydalis cava, Viola reichenbachiana, Galantus nivalis (Bucaneve). I prati rocciosi risentono dell'aridità estiva mentre le fioriture più belle si possono osservare partendo da giugno a luglio [Centaura ambigua (endemismo) e Campanula glomerata, oltre a piante medicinali quali la Digitalis ferruginea]. Le zone umide fanno parte di una falda sorgiva all'interno del Giardino. Le specie più interessanti sono l'appariscente Epilobium angustifolium, l'Epilobum hirsutum, salici e giunchi.

 

Le Abetine di Pescopennataro. Non è un caso che Pescopennataro venga definito "il paese degli abeti". Il suo territorio è infatti in gran parte ricoperto da un'estesa foresta di faggio, acero e soprattutto abete bianco. Il paesaggio è incomparabile ed acquista incredibile bellezza, specie in autunno, allorché le messi verde scuro degli abeti si elevano sui toni giallo-dorati dei faggi e degli aceri, creando tonalità ed effetti davvero stupefacenti. In questa naturale tavolozza di colori si incastonano i centri abitati di Capracotta e di Pescopennataro.

 

Il Bosco di Monte Capraro. Da una quota minima di m 1.035 s.l.m. raggiunge una quota massima di m 1.730 s.l.m. con una superficie di circa 195 ettari. La foresta ricade in agro di San Pietro Avellana, nell'ambito della Comunità Montana "Alto Molise" , a ridosso dell'omonima stazione sciistica di Monte Capraro, in agro di Capracotta. Essa costituisce oggi un esempio di gestione del territorio ad indirizzo silvano, impostata su criteri essenzialmente naturalistici, validi per la valorizzazione, anche in senso agrituristico ed ecologico, dell'intero comprensorio Alto Molisano. Gli esemplari di flora e fauna della foresta sono conservati nel vicino Centro Visitatori di Montedimezzo.

La faggeta è situata nelle quote superiori, mentre la cerreta occupa le quote inferiori. Nella fascia intermedia di transizione, ai margini medio-inferiori e sotto strada si evidenzia il bosco ceduo matricinato, composto da faggio e cerro con esemplari di acero spp., carpino spp. ecc. I rimboschimenti e rinfoltimenti con piantine di resinose esotiche, abete bianco con sporadica presenza di abete rosso, abete greco, cedro, ecc., eseguiti dagli anni '60 in poi per ripristinare la copertura arborea nelle aree nude non più richieste per il pascolo, hanno assicurato la copertura forestale con sviluppo notevole ed ottimi risultati. Il bosco sta riconquistando, anche spontaneamente, lo spazio sottratto dagli ex proprietari per far posto ai coltivi ed ai pascoli, allora necessari per trarre sostentamento in loco.

La fauna è rappresentata da ghiandaie, tordi, merli, quaglie, ecc., da rapaci notturni (civetta, gufo, ecc.) e diurni (poiana, falchetti, ecc.). Sono inoltre presenti scoiattoli, ghiri, volpi, lepri e cinghiali. Queste ultime specie provengono dai lanci effettuati a più riprese dal Comitato Provinciale Caccia. Sono stati avvistati in foresta esemplari di daini e sono state rinvenute le tracce della presenza di lupi e orsi. Nei piccoli stagni presenti in foresta, il cinghiale trova refrigerio e riposo durante la calura estiva.

 

Il bosco di S. Martino e Cantalupo è sito in agro di San Pietro Avellana ed occupa le basse pendici della catena del Monte Secine e del Monte Tocco. L'antico Feudo di S. Martino e Cantalupo, che intorno al XV secolo aveva un'estensione di circa 450 ettari, si è ridotto, nell'arco dei tre secoli successivi, agli attuali 215 ettari, per ampie e generalizzate usurpazioni perpetrate dalle popolazioni locali, specie nei periodi di gravi crisi politiche e socio-economiche. La realizzazione, durante la prima metà degli anni '80, della strada a scorrimento veloce, ha ulteriormente ridotto la sua superficie di altri 2 ettari circa.

È una foresta demaniale regionale molto importante sia dal punto di vista silvano che come punto di riferimento dell'istituendo Parco Regionale, in quanto gestita secondo criteri naturalistici atti a favorire lo sviluppo del turismo di montagna.

 

La foresta Pennataro ha una superficie di 345 ettari, interamente ricadenti nel territorio di Vastogirardi. Il bosco è composto in prevalenza da Cerro e Faggio, mentre ai suoi margini sono Carpini, Aceri, Frassino minore, Perastro, Melastro, Nocciolo, Salici e Biancospino. Tale sito non è distante da altre importanti aree quali Montedimezzo, Monte Capraro, San Martino e Cantalupo; la foresta è delimitata dai borghi di San Pietro Avellana, Vastogirardi, Carovilli e Forli del Sannio e "custodita" dalla cresta frastagliata di Monte Pizzi. Varia ed abbondante è la fauna, rappresentata da uccelli come aironi cenerini, ghiandaie, quaglie; tra i rapaci troviamo poiane, gufi e falchetti mentre tra i mammiferi ci sono ghiri, scoiattoli, tassi, volpi, lepri e cinghiali. Le visite sono sempre possibili e, in località fonte S. Antonio, si può usufruire dell'area attrezzata per sosta, tempo libero e picnic, ove è consentito il campeggio naturalistico-scautistico, previa autorizzazione dell'Ufficio Amministrazione Foreste Demaniali per il Molise di Isernia.